Olivo certificato CAC

L'importanza della Certificazione nell'olivo

La nostra azienda produce olivi da quattro generazioni, a noi la prima certificazione la forniscono i clienti che ritornano soddisfatti.

Produrre giovani piante di olivo rappresenta un impegno di tipo lavorativo con numerosi risvolti etici.

Le nostre non sono meramente piante per ornamento, ma hanno uno scopo preciso. Vendendo piante noi garantiamo la rispondenza varietale delle cultivar, un olio corrispondente alle attese del cliente, l'assenza di fitopatologie o vizi occulti che possano inficiare gli sforzi di chi investe tempo e denaro in un progetto imprenditoriale.

Purtroppo il panorama commerciale è assai vario, e la complessità genetica della pianta di olivo, con le sue innumerevoli cultivar "cloni" rende il nostro ruolo un ruolo chiave per assicurare la certezza di ciò che si acquista.

Deve essere ben chiaro a tutti che qualsiasi sistema di controllo e certificazione non potrà mai prescindere dall'etica e dalla serietà, e questi sono caratteri personali che ci sono o non ci sono.

La reputazione diventa probabilmente il sistema di certificazione nr. 1. l'unico veramente serio ed affidabile nel tempo della rete.

Da par suo, la legge affronta, come al solito, il problema della certificazione in modo un po' carente. Purtroppo c'era da aspettarselo. D'altra parte è indubbiamente difficile trovare un equilibrio tra tutela del consumatore e burocratizzazione del produttore.

Certificazione olivo, il quadro normativo

E' stato istituito per legge il Registro Ufficiale dei Produttori con il D.L. 30.12.1992 n. 536 art. 6, e D.L. 18.8.2005 n. 214. Questo registro è l'archivio nominativo di tutte le ditte soggette al nuovo regime fitosanitario.

Obiettivo del decreto è:

La necessità di tutelare la qualità delle produzioni agricole di rilevante interesse economico per la comunità europea e la considerazione che la produzione vivaistica di materiale sano è condizione essenziale per ottenere colture che diano risultati soddisfacenti, hanno fatto scaturire, a livello europeo, e conseguentemente a livello nazionale, una serie di provvedimenti legislativi che, nella loro generalità, hanno la finalità di migliorare la qualità e la sanità dei materiali di moltiplicazione.


Per ottenere l'iscrizione le aziende agricole devono rispettare una serie di requisiti, formali e sostanziali. Ci sono poi purtroppo alcune eccezioni che sinceramente si fatica a comprendere e che come al solito possono aiutare chi intende scientificamente aggirare la questione.

Il RUP dovrebbe garantire al cliente di trovarsi di fronte ad un produttore qualificato ma non esaurisce la questione tracciabilità della pianta di olivo.

In particolare, il materiale vegetale dell'olivo deve soddisfare i requisiti sanitari e genetici imposti dalle direttive UE sulle condizioni minime per la commercializzazione dei materiali di moltiplicazione (Conformitas Agraria Communitatis – CAC Dir. 92/34 del 28 aprile 1992 e Dir. 93/23 del 23 giusgno 1993 approvati con DLG. 10/06/2010).

Tradotto, per i comuni mortali, si tratta di assegnare un passaporto piante ad ogni singolo lotto venduto. Tracciabile il produttore, tracciabile il lotto. Tutto sembra essere a posto.

Non vorremmo essere tacciati di avere una dose di zelo eccessiva, ma a volte non basta. Abbiamo premesso come siano necessari livelli adeguati di etica e professionalità, questa è la condizione sine qua non. Poi esistono strade ulteriori, che ovviamente rendono più difficile il nostro lavoro. Forse però è necessario provare ad offrire uno step di garanzia superiore per salire al livello delle recenti normative di salvaguardia dell'olio di oliva. Non possiamo dimenticare che noi siamo il primo ed insostituibile anello di garanzia nella filiera dell'olio d'oliva.

La produzione di giovani piante di olivo è la principale produzione agricola del distretto vivaistico di Pescia. Già nei primi del '700, i "Georgofili", al tempo della fondazione della lora accademia, mostravano apprezzamento nei confronti dei vivaisti di Pescia per la loro attività di propagazione delle giovani piante di olivo.

Oggi, le numerose aziende impegnate nella produzione di pianta di olivo impiegano circa 1200 addetti che raddoppiano se consideriamo che interi cicli produttivi vengono esternalizzati per sfruttare l'alta specializzazione e competenza.

La produzione annuale di giovani piante di olivo raggiunge i 3 milioni di piante, che corrispondono a circa l'80% del totale toscano ed un terzo della produzione nazionale.

Si tratta di un successo che combina la tradizione, la ricerca e la capacità di innovazione, la cura per la qualità del prodotto e l'attenzione al mercato, nazionale e internazionale.

Questo sistema produttivo è controlato dal Servizio Fitosanitario della Regione Toscana (SFR) attraverso piante madri identificate dal CNR (Consiglio Nazionale Ricerche) in modo che le piante siano accompagnate con da un'idonea etichetta di identità prima della commercializzazione